Il nostro

quartiere

La Garbatella è uno dei pochi quartieri storici con una precisa data di nascita. La fondazione della borgata Concordia è infatti avvenuta il 18 febbraio del 1920 “Per la mano augusta di S. M. il Re Vittorio Emanuele III”, si legge nella targa posta a memoria di quel giorno e ancora visibile in piazza Benedetto Brin.

Da questa piazza l’Ente Autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l’Istituto delle Case Popolari di Roma, diedero il via alla realizzazione di un quartiere dedicato ai lavoratori della zona industriale, in parte realizzata ma ampiamente soltanto progettata, lungo la via Ostiense.

Negli anni su questa borgata hanno lavorato alcune grandi firme dell’architettura italiana, da Gustavo Giovannoni a Innocenzo Sabatini, che hanno regalato a questo angolo della Capitale uno stile ‘barocchetto’ con l’intento di realizzare una splendida ‘Città Giardino’ sulla scorta delle esperienze tedesche e inglesi.

Da qui sarebbe dovuto partire quel tanto atteso “rinascimento economico della Capitale”, ma le industrie e lo sviluppo fluviale fin qui immaginato rimasero solo sulla carta. L’Ente per lo sviluppo marittimo venne liquidato e dopo la marcia su Roma l’Istituto delle Case Popolari utilizzò questi terreni per realizzare le ‘case rapide’ che, assieme agli ‘alberghi’, avrebbero ospitato gli sfrattati dalle trasformazioni del centro storico ad opera del Fascismo.

Il quartiere negli anni Trenta assume quindi una connotazione popolare, ospita i lavoratori dei Mercati Generali e delle Officine del Gas di via Ostiense. Un tessuto operaio che diviene, dopo la liberazione, parte integrante della vita sociale e politica della Capitale.

Foto di Fabrizio Pecoraro

Nell’idea del Re Vittorio Emanuele III la borgata inaugurata il 18 febbraio del 1920 si sarebbe dovuta chiamare Concordia. Come ben sappiamo nessuno l’ha mai chiamata così e nella mente dei residenti (ma non solo) il quartiere è sempre stato la Garbatella.

In epoca Fascista si è addirittura provato a farla conoscere come Remuria, legando il luogo alla figura di Remo, ma anche in quel caso nulla da fare, il nome è rimasto sempre lo stesso: Garbatella.

L’origine di questo nome, nell’immaginario popolare, è stata fatta risalire ad un’ostessa giovane, garbata e bella, che in passato gestiva un’osteria nei dintorni.

Come spesso accade anche le leggende hanno un fondo di verità. Infatti esistono documenti che attestano l’esistenza di un’osteria nella Vigna Tosti sotto la rupe di San Paolo su via delle Sette Chiese.

Il locale era gestito da un certo Giambattista Cascapera, morto a soli 47 anni nel 1834. Il nome di Garbatella deriverebbe proprio da Clementina la moglie dell’oste, il cui cognome (preso dalla madre) era proprio Garbata.

Immagini provenienti dal corso base e dalla mostra della scuola di fotografia WSP
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